Scrivere è un processo non un prodotto
“Writing and reading workshop” ovvero un laboratorio di scrittura e lettura in classe.
Le origini del metodo
Le radici del progetto sono da ricercare nella rivoluzione originata da Donald Murray (Teaching writing as a process, not product) nel 1972 e da Donald Graves (Childrens want to write) negli anni ’80. A raccoglierne i frutti è attualmente il “Teachers
College Reading and Writing Project” fondato e diretto da Lucy Calkins, docente di Letteratura per ragazzi presso la Columbia University.
Nonostante il suo sviluppo all’interno di un ambiente accademico, possiamo definire il progetto come una fucina di pensiero e una comunità di pratica costantemente in dialogo con il mondo della scuola, così da essere in linea con le sue necessità, il
suo evolversi ed il suo trasformarsi all’interno di una società sempre più liquida e complessa.
In questo momento, tra i vari insegnanti che applicano il metodo, una delle personalità più in vista è proprio Nancie Atwell, vincitrice del Global Teachers Prize nel 2015.
Le sue strategie didattiche, consacrate da un centro per l’insegnamento e l’apprendimento che ha fondato nel 1990 nel Maine, si basano sulla scrittura e sulla lettura in classe. I suoi ragazzi leggono almeno quaranta libri l’anno, scegliendoli da una
biblioteca di classe costantemente aggiornata, ed il suo approccio alla scrittura – incentrato su minilesson, consulenze individuali, tempo costante per la pratica autonoma e condivisione in gruppo – le permette di accompagnare ciascuno studente nel
proprio percorso alla scoperta della scrittura come chiave per conoscere il mondo, riconoscersi in esso e per trovare ed esprimere la propria voce.
IL METODO E' REALTA' ITALIANA
Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo
Il Writing and Reading Workshop è pienamente in linea con le Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo d’istruzione che valorizzano una didattica per competenze in cui “lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti:
cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora”
(Indicazioni nazionali, pag.7).
Le Indicazioni inoltre ricordano che “nel processo di apprendimento l’alunno porta una grande ricchezza di esperienze e conoscenze acquisite fuori dalla scuola e attraverso i diversi media oggi disponibili a tutti, mette in gioco aspettative ed emozioni,
si presenta con una dotazione di informazioni, abilità, modalità di apprendere che l’azione didattica dovrà opportunamente richiamare, esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso a quello che va imparando” (Indicazioni
nazionali, pag. 27).
Il metodo del Writing and Reading Workshop si armonizza con tali indicazioni, ponendo lo studente al centro del processo educativo: attraverso la didattica laboratoriale il docente segue ogni alunno nel suo personale percorso di crescita e lo accompagna
nello sviluppo dell’abitudine alla riflessione metacognitiva.
A proposito dello sviluppo delle competenze di scrittura, le Indicazioni nazionali pongono in evidenza che “il percorso di apprendimento della scrittura richiede tempi distesi, diversificazione delle attività didattiche e interdisciplinarità” e ovviamente
che “al termine della scuola secondaria di primo grado l’allievo dovrebbe essere in grado di produrre testi di diversa tipologia e forma coesi e coerenti, adeguati all’intenzione comunicativa e al destinatario, curati anche negli aspetti formali”
(Ibidem, pag. 31). Nel Writing and Reading Workshop docente e allievi, dedicando ampio spazio alla scrittura, danno vita ad una comunità di scrittori che sperimenta generi e tecniche differenti e cresce grazie ai numerosi feedback che accompagnano
tutto il processo e non giungono solo alla fine, come solitamente avviene nella didattica tradizionale (spesso sotto forma di voto numerico). Apposite rubric consentono di monitorare il processo proprio per osservare la competenza di scrittura nell’atto
del suo costruirsi.
Per quanto riguarda la lettura, le Indicazioni ricordano che “a scuola si apprende la strumentalità del leggere e si attivano i numerosi processi cognitivi necessari alla comprensione. La lettura va costantemente praticata su un’ampia gamma di testi appartenenti
ai vari tipi e forme testuali (da testi continui a moduli, orari, grafici, mappe ecc.) per scopi diversi e con strategie funzionali al compito, senza mai tralasciare la pratica della lettura personale e dell’ascolto di testi letti dall’insegnante
realizzata abitualmente senza alcuna finalizzazione, al solo scopo di alimentare il piacere di leggere” (Ibidem, pag. 31). Lo spazio che all’interno del Workshop viene dedicato alla lettura rispetta pienamente le Indicazioni nazionali, garantendo
agli studenti tempo per la lettura, libertà di scelta e acquisizione di strategie per lo sviluppo del piacere della lettura e per la comprensione del testo, anche attraverso la connessione di questo alla propria esperienza individuale. Non solo: lo
stimolo a riflettere, interpretare, esporre ad altri il proprio punto di vista, presentare libri ritenuti interessanti sono tutte attività che mirano a sviluppare altre competenze disciplinari e trasversali mirate alla comunicazione nella lingua madre.